Un buffo riadattamento di tre misteri

Venerdì 12 giugno – ore 21,00

Un Buffo riadattamento di tre Misteri

spettacolo teatrale liberamente tratto da “Mistero Buffo” di Dario Fo
di e con Nicola Mariconda
Complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
via Tribunali, 39 – Napoli

Questo progetto nasce due anni fa, ideato e realizzato dall’attore campano Nicola Mariconda, che rielabora e riscrive, servendosi di altri dialetti, tre testi tratti da “Mistero Buffo” di Dario Fo, tre Giullarate:

La Nascita Del Giullare

Il Cieco e lo Storpio

Il Primo Miracolo di Gesù Bambino

«Mistero» è il termine usato già nel II, III se­colo dopo Cristo per indicare uno spettacolo, una rappresentazione sacra. Ancora oggi, durante la messa, sentiamo il sacerdote che declama: «Nel primo mistero glorioso… nel secondo mistero…», e via dicendo. Mistero sta dunque per: rappresen­tazione sacra; Mistero Buffo vuol dire: spettacolo grottesco.

Chi ha inventato il Mistero Buffo è stato il popolo.

Fin dai primi secoli dopo Cristo il popolo si divertiva, e non era solo un divertimento, a muovere, a giocare, come si diceva, spettacoli in forma ironico-grottesca, proprio per­ché per il popolo, il teatro, specie il teatro grottesco, è sem­pre stato il mezzo primo d’espressione, di comunicazione, ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. Il tea­tro era il giornale parlato e drammatizzato del popolo. Ma come chiarisce Dario Fo il giullare, cioè l’attore comico popolare del Medioevo non si buttava a sbeffeggiare la religione, Dio e i santi ma aveva l’intento di denunciare in chiave comica le manovre furbesche di coloro che, approfittando della religione e del sacro, si facevano gli affari propri.

Il “Buffo riadattamento di tre Misteri” ritrova il filone narrativo/teatrale che Dario Fo ha lanciato negli anni ’60; Nicola Mariconda attraverso una danza grottesca di bizzarri personaggi, con voci e suoni di dialetti vicini e lontani, riprende i temi centrali dell’opera: la presa di coscienza dell’esistenza di una cultura popolare, la condanna diretta dell’abuso di potere ed il riconoscimento della dignità del lavoratore e dell’essere umano.

Argomenti che prendono vita in una particolare situazione sociale e politica come quella degli anni ’60 e che nella condizione attuale tornano con urgenza e rinnovata veemenza.

“Impara a ridere! A tramutare anche il terrore in risata… Fa che tutti sbottino in gran risate…così che ridendo ogni paura si sciolga!”

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