Storia

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Già IPAB – Istituto di Pubblica Assistenza e Beneficenza – Opera Pia Purgatorio ad Arco – O.N.L.U.S. vanta 400 anni di vita. Oltre ad essere una delle poche Opere Pie ancora esistenti, ha mantenuto fede agli scopi che i fondatori si erano prefissati: soccorso agli ammalati ed ai bisognosi e opere a suffragio delle anime del Purgatorio con celebrazione di Sante Messe sia nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.

Con la convenzione del 26 novembre 2001 l’Associazione ha la sua sede operativa al terzo piano del complesso della Chiesa delle Anime del Purgatorio ad Arco.
Con il Breve Apostolico del 15 ottobre 1606, Papa Paolo V approvò  la fondazione della “Santissima Opera delle Anime del Purgatorio” il cui nome ufficiale però nel corso dei secoli si è più volte modificato. La chiesa è infatti propriamente dedicata a Maria Santissima delle Anime del Purgatorio ad Arco con ricorrenza il giorno 8 dicembre festa dell’Immacolata. In tale data, infatti, nel 1906 il Rettore e Governo del Pio Luogo celebrarono il terzo centenario della fondazione della Chiesa e della Congrega. Come ricorda un foglio a stampa datato Napoli 26 novembre 1906, il Rettore Tommaso Maria del Re, il Soprintendente Giovanni Tosti duca di Valminuta e i due Governatori Antonio Postiglione e Gennaro de Simone vollero solennizzare “il fausto evento” dopo l’ “opportuno restauro delle opere pregiate del Fanzago, del Vaccaro, del Farelli e di Massimo Stanzione”. Furono, quindi, celebrate “sacre Funzioni da venerdì 7 dicembre a lunedì 10 dicembre, una festa di arte e di patrii ricordi…compiuti i restauri, il sacro Tempio verrà riaperto al culto”.  Dal 2002 il Governo dell’Opera Pia, della Chiesa, dei quadri, degli argenti, compiuti restauri anche alla Collaborazione grazie all’attività dell’Associazione Incontri Napoletani e della Soprintendenza per i Beni Artistici di Napoli, ha iniziato, con il contributo della Soprintendenza Archivistica per la Campania, anche il recupero e la valorizzazione del patrimonio archivistico dell’Opera. Infatti, l’archivio storico inizia, si può dire, insieme con la fondazione dell’Ente e si conserva pressoché integro seguendo anno dopo anno le vicissitudini, le attività della Congrega, o Congregazione, delle Anime del Purgatorio ad Arco. I componenti dell’Opera, chiamati benefattori e benefattrici, decisero di costruire una propria chiesa acquistando l’isola delli “Pisanelli, Fiorilli et altri”, insula dove fu costruita la chiesa e la sede dell’amministrazione dell’Ente. Vi è infatti una delibera del 21 dicembre 1624 che stabilisce quanto detto innanzi, e con altra delibera del 1 gennaio 1639 “essendo stata aperta la nuova chiesa della Deputazione delle Benedette Anime del Purgatorio ad Arco” veniva decisa la nomina di un Rettore a capo dei tredici Cappellani ordinari, già nominati; a ciascuno di essi veniva assegnata una “provisione” di quaranta ducati l’anno. Fino a quell’anno, infatti, la Deputazione, espressa dalle numerose famiglie che avevano fondato la Congrega, si era riunita in varie chiese (S. Agnello a Caponapoli, S. Angelo a Nido). Il Breve Apostolico ha regolato fino al 1876 la vita e le attività dell’Amministrazione dell’Opera Pia. Nel 1782, invece, ebbe riconoscimento di Ente Morale perdendo il carattere di sodalizio familiare. Lo scopo principale dell’Ente è stato, quindi, la celebrazione di messe giornaliere e le opere di culto ed altre sacre funzioni in suffragio delle anime del purgatorio; scopo subordinato, invece, erano le opere di carità e beneficenza anche a favore di estranei alla congrega. Le opere di carità consistevano in maritaggi per donzelle povere, elemosine e sussidi a favore dei poveri. Tra gli scopi vi era anche il pagamento di quanto dovuto da coloro che erano stati arrestati per debiti. Dal 1893, abolita la carcerazione per debiti, fu assunto, come scopo, la cura degli infermi poveri a domicilio e all’inizio del secolo nella stessa sede dell’Opera Pia fu aperto un ambulatorio per l’assistenza ai malati poveri. La Congrega nei quattro secoli della sua vita ha acquisito un notevole patrimonio immobiliare oggi, purtroppo, non più  così consistente. A parte i documenti d’archivio, che ci daranno in futuro il quadro generale della gestione economica dell’Ente, dobbiamo alla relazione della Real Commissione d’Inchiesta per Napoli (Volume V, Roma 1903, pagg. 611-612, relazione sulle I.P.A.B. di Napoli) il quadro preciso della situazione economica dell’Ente. “È  una delle più ordinate amministrazioni” è il notevole apprezzamento che la Commissione dedica a quest’Opera Pia, apprezzamento tanto più notevole in quanto non vi è, a Napoli, istituzione di beneficenza che non sia censurata per qualche delibera, spesa o per altri comportamenti. Nel 1900, quindi, l’Opera Pia spendeva per beneficenza 13.000 lire su 110.000 lire di entrate. La Commissione rileva che, però, rispetto alle 13.000 lire del 1900, l’Ente nel 1892 e 1893 aveva speso lire 20.000 per beneficenza. La stessa Commissione, però, sottolinea “il grave onere delle imposte di lire 37.000 circa!” e le altre spese patrimoniali per un totale di 43.000, 8.000 lire di spese di amministrazione, 32.000 lire per le spese di culto. Questo è il quadro economico che sarà poi sconvolto dalle gravissime inflazioni avvenute dopo la prima e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, che hanno ridotto le rendite immobiliari. Il riordinamento dell’archivio offrirà agli studiosi tanti altri tasselli della vita della città. In quest’occasione ci si è soffermati principalmente sul secolo decimo settimo, quello della fondazione dell’Opera, costruzione della chiesa e sviluppo economico dell’Opera stessa. Essa, infatti, come sodalizio familiare costituito da famiglie aristocratiche con beni ereditati non soltanto a Napoli ma in tutto il Regno si distingue nettamente dalle altre istituzioni coeve, Arciconfraternita dei Pellegrini, Pio Monte della Misericordia, San Giuseppe dei Nudi per un aspetto e cioè il culto dei defunti e le sacre funzioni basate su un apporto della musica sacra. Abbiamo i cappellani che costituivano il coro, di notevole valore a leggere soltanto qualcuno dei documenti conservati in archivio; coro che viene costituito nell’Ottocento non più da sacerdoti ma da coristi assunti con regolare concorso privato. Viene ricordato il “Miserere” di proprietà della Congrega con musiche del maestro Francesco Feo; ci sono, tuttora, della chiesa due organi riparati nel 1800 da Francesco Cimmino.
Nel 1604, come prima detto,  molti nobili napoletani si riunirono, si congregarono, per pregare per le anime del purgatorio e iniziarono a raccogliere denaro per far dire messe in suffragio dei defunti e per fare beneficenza ai poveri e ai malati. Con il Breve Apostolico del 15 ottobre 1606, Papa Paolo V approvò la fondazione della “Santissima Opera delle Anime del Purgatorio”, il cui primo scopo fu la costruzione di una chiesa dedicata a Maria Santissima delle Anime del Purgatorio ad Arco, le opere di culto e le altre sacre funzioni in suffragio delle anime venivano celebrate con una presenza predominante della musica sacra, utilizzando i due organi della chiesa ed il coro dei cappellani.

 

La storia e le evoluzioni dell’Opera Pia sono testimoniate, a partire dal 1600 nei documenti conservati nell’Archivio storico dell’Ente parte del Complesso Museale, tenuto dall’Associazione Amici degli Archivi e curato dal Prof. Giulio Raimondi.

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