La Chiesa

"Compiaciuta sontuosità e simbologia mortuaria si combinano all'interno della chiesa a navata unica con tre cappelle laterali e un'abside sormontata da una cupola: un impianto tipico del tempo, che ne fa uno dei gioielli più caratteristici dell'arte barocca napoletana…." ( L. Rollo Bancale e P. Giordano, La congreca di Purgatotio ad Arco, da 'Passaggio a Purgatorio ad Arco', Edizioni Altrastampa )

 La chiesa, progettata dall’architetto Giovan Cola Di Franco, è stata consacrata il 2 novembre del 1638.

Dedicata alle anime del Purgatorio, fu detta “ad Arco”in ricordo di un arco all’incrocio tra via Tribunali, via Nilo e via Atri, su cui si ergeva un torrione medievale che ospitava il Sedile Montagna, un antico seggio per l’amministrazione degli affari del quartiere, che venne fatto abbattere nel primo trentennio del Cinquecento da Pedro da Toledo.

La struttura fu concepita su due livelli: la chiesa superiore rimanda alla dimensione terrena, mentre l’ipogeo alla concreta rappresentazione del Purgatorio.

L’interno ha un impianto tipico del tempo, con navata unica, tre cappelle laterali e un’abside sormontata da una cupola, dove la sontuosità dell’arte barocca e i simboli mortuari si combinano perfettamente, e dove tutto l’apparato decorativo serviva a ricordare a passanti e fedeli che le anime attendevano il “refrisco”, una preghiera in suffragio per liberarsi dal fuoco del Purgatorio e ascendere in Paradiso.

Preziose le decorazioni in marmi commessi dello spazio presbiteriale, di Dioniso Lazzari, e maestoso ed elegante il monumento funebre di Giulio Mastrillo, opera di Andrea Falcone, posto alla sinistra dell’altare.

Anche l’intero programma iconografico è dedicato al tema del trapasso, attraverso splendide testimonianze del Seicento: il Transito di San Giuseppe (1650-51) di Andrea Vaccaro, la Morte o Estasi di sant’Alessio ( 16661), capolavoro giovanile di Luca Giordano, la Madonna delle anime del Purgatorio ( 1638), splendida tela di Massimo Stanzione, sovrastante l’altare maggiore, che cela un altro capolavoro, il Teschio alato di Dioniso Lazzari, immagine di morte e pentimento, ma anche di elevazione dell’anima da tutto ciò che sulla terra trattiene e incute timore.

L’immagine del Paradiso è nella tela di Giacomo Farelli, Sant’Anna che offre la Vergine bambina al Padre Eterno ( 1670 ), posta in alto, appena sotto la cupola, mentre la vittoria del Bene sul Male, nel San Michele Arcangelo ( 1650 ) di Girolamo De Magistro.

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