L’Ipogeo

– L'effetto, per chi sa coglierlo, è straordinario, dirompente: un giro della 'perdonanza' andata e ritorno nelle viscere della terra che sembra annullare nel suo percorso qualsiasi separazione tra sacro e profano, fra 'tempo della vita e tempo che oltrepassa la vita'- ( Lasciami credere – L'ipogeo del Purgatorio ad Arco, P.Giordano e G. Mancino, da Passaggio a Purgatorio ad Arco, ed. Altrastampa)

Attraverso un’apertura nel pavimento della chiesa superiore, scendendo per alti gradini, si accede ad un grande e scarno ambiente, una vera e propria chiesa inferiore, che rappresenta uno dei luoghi più celebri della città, e ancor oggi ospita il culto intenso e spontaneo delle anime del Purgatorio.

Al centro del pavimento si apre un’ampia tomba anonima circondata da catene nere e illuminata fiocamente da qualche lampadina.

Lungo le pareti laterali, scarabattoli, nicchie, piccoli altarini, documentano il culto che spontaneamente nacque, fin dal seicento, nella chiesa inferiore, mentre sulla parete di fondo l’antico altare seicentesco mostra un’austera decorazione con grandi croci nere.

Un’apertura laterale introduce attraverso un corridoio, all’ambiente dedicato alla Terra santa, dove, tra gli altri teschi, si trova quello di Lucia, l’anima tanto amata alla quale la tradizione popolare ha dedicato un complesso altarino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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