NOTA SULLA RIMOZIONE DELLA CANCELLATA DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE ANIME DEL PURGATORIO AD ARCO

 

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Napoli, 29.03.2017

Prot. N. 454/2017

 

Oggetto: nota del Consiglio di Amministrazione dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus, in merito alle notizie apparse nei giorni scorsi sui quotidiani, relative alla rimozione della cancellata esterna della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in Via Tribunali.

 

L’Opera Pia Purgatorio ad Arco, antica istituzione fondata nel 1606 dedita all’assistenza ed alla beneficenza, è proprietaria della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco che custodisce e tutela da sempre, profondendo tutte le risorse possibili sia economiche che organizzative, all’esclusivo fine di mantenere integri da un lato, la missione dell’istituzione e dall’altro, lo straordinario patrimonio artistico di cui è proprietaria.

 Nel corso del restauro della facciata della Chiesa, iniziato lo scorso anno, con spese a totale carico del nostro ente, ed eseguito sotto il diretto controllo della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli nel rispetto del D. Lgs. N.42/2004 (Codice dei beni culturali), ci è stato comunicato, con una nota della SABAP di Napoli, che “nel corso dell’attività ispettiva di Istituto, effettuata in riferimento alle opere di restauro della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, si è avuto modo di rilevare la presenza di ampie zone di profonda ossidazione che caratterizzano la parte basamentale della recinzione del sacro edificio. Tale fenomeno che, tra l’altro, danneggia anche la scala in pietra vesuviana avendo determinato il “fuori piombo” di alcuni elementi di rivestimento, avendo colpito anche i ritti che sorreggono la recinzione, determina la necessità di adottare, nell’immediato, un intervento teso a garantire la pubblica e privata incolumità”.

In seguito alla suddetta prescrizione della Soprintendenza, essendo ancora in corso gli interventi di restauro della facciata, l’Opera Pia ha provveduto a mettere in sicurezza la zona circostante la cancellata, implementando  l’impalcatura di servizio  affinchè, in attesa degli interventi di risanamento e restauro necessari, la cancellata non costituisse più pericolo per la pubblica e privata incolumità.

Una volta terminato il restauro della facciata della chiesa e smontato l’intero ponteggio,  compresa la parte che fungeva da sostegno della cancellata, (smontaggio terminato nella seconda decade di febbraio 2017), si è dovuto procedere allo smontaggio della cancellata al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità e procedere al restauro.

La esecuzione della suesposta operazione è stata comunicata alla Soprintendenza competente in data 21 febbraio 2017. La cancellata,  previo invio di ulteriore comunicazione in data  7 marzo 2017  alla Soprintendenza e in data 8 marzo 2017 alla IV Municipalità ed al Servizio di Polizia Locale competente,  è stata rimossa in data 9 marzo 2017.

Nel progetto di restauro depositato alla Soprintendenza, corredato da copiosa ed esaustiva documentazione fotografica, dalla quale si evince ictu oculi lo stato di degrado della cancellata e del piperno prima della rimozione della cancellata,  si legge: “(omissis)  si è notato che la quasi totalità dei piantoni di ancoraggio alla scalinata in pietra di piperno erano del tutto corrosi e per compensare la mancanza di consistenza del piantone stesso sono state eseguite delle imposte di cemento che, colorate opportunamente, hanno simulato l’originario blocco di piperno come se risultasse integro. Dopo aver rimosso tali imposte di cemento ci si è resi conto che ampie zone di pietra di piperno erano state fratturate nel tempo sia per l’azione del ferro, che ossidandosi ed aumentando di volume ha espulso la stessa pietra (vedi foto allegate), e sia per locali interventi di sostituzione dei piantoni stessi corrosi, in particolare i due piantoni di ancoraggio della ante a battente del cancello di accesso alle basi opposte della scalinata, che in un caso hanno rimosso addirittura un pezzo  di piperno alla base della scalinata (vedi foto allegate) e riposizionato con una fittizia ricostruzione di cemento. Inoltre interventi posticci sono stati anche eseguiti sui decori in ferro, in particolare sulle griglie decorative nella parte bassa della cancellata, ove si nota l’uso di un diverso profilo bombato (di epoca certamente più recente) in sostituzione di quello originale squadrato e regolare con spigoli vivi… (omissis)” .

Inoltre nella stessa relazione, nella parte riferita allo stato di degrado si legge: “(omissis) gli effetti della ruggine sulla struttura metallica, in particolare sui piantoni di ancoraggio alla scalinata, sono stati così aggressivi da lasciare solamente due su otto piantoni con la sezione originaria integra (vedi foto allegate). In particolare questi piantoni risultano quelli su cui sono inserite le porte a battente di accesso alla scala. Il che fa pensare che sono state certamente oggetto di sostituzione e/o restauro in epoca non molto recente, altrimenti avremmo dovuto trovare anch’essi nelle stesse condizioni delle restanti parti esaminate.”

Tutto quanto sopra al preciso fine di smentire le notizie apparse, sabato 18 marzo u.s. (ben nove giorni dopo lo smontaggio della cancellata), sui quotidiani locali, anche on line, poi riportate ed enfatizzate attraverso i social network. Le notizie diffuse, senza che l’Opera Pia fosse mai stata interpellata, hanno rappresentato una realtà dei fatti errata e distorta, causata dalla mancata verifica delle informazioni, tale da far parlare di “scempio” e di “sottrazione” creando allarme ingiustificato nella comunità e presso alcuni rappresentanti delle istituzioni e, di conseguenza, ponendo in cattiva luce la scrivente onlus screditandone il nome e l’immagine.

Si chiede, pertanto, di dare spazio e diffondere la presente nota al fine di rendere nota la realtà dei fatti.

Distinti saluti.

                                      Il Presidente del Consiglio di Amministrazione

                                                        Dott. Antonio Narciso

 

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